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Nel "Com'è andata a finire" del 24 Maggio 2009, Report ha affrontato nuovamente il problema Derivati, rimixando in parte le puntate degli ultimi due anni.
SOS Utenti è l'associazione che ha sollevato per prima il bubbone Swap, iniziando a fornire fin dal 2004 i dettagli e gli esiti positivi degli utenti al quotidiano Il Sole 24 Ore e successivamente illustrando l'abc del "problema derivati", nonché le peculiarità del fenomeno alla redazione di Report, con cui è stato costruito il primo servizio del 24 Ottobre 2007. Tutte le vittime di operazioni Swap indicate da SOS Utenti e intervistate dai giornalisti di Report hanno concluso o stanno concludendo positivamente sia stragiudizialmente che giudizialmente le rispettive sfortunate vicende. Le sentenze di ottimo spessore economico e giuridico ottenute dai clienti bancari con l'assistenza tecnico-legale di SOS Utenti, e questo è un fatto, sono disponibili in questo sito e costituiscono dei capisaldi giurisprudenziali che inchiodano le controparti bancarie. Il primo Ente assistito dai tecnici di SOS Utenti, che con coraggio si è ribellato al suo advisor Unicredit, è il Comune di Fermo che da tempo ha smesso di pagare "il pizzo" Derivati denunciando anche penalmente la Banca.
Una delle prime cause parzialmente vinte dai tecnici dell'associazione SOS Utenti, presso il Tribunale di Trento , di recente, ha visto soprattutto la vittoria totale e incondizionata (in appello) dell'utente bancario, con motivazione della sentenza che ricalca gran parte della difesa tecnica degli specialisti SOS Utenti intervenuti nelle operazioni peritali d'ufficio. A tutti gli amministratori locali e agli imprenditori che non avessero dedotto dalla puntata di Report del 24 maggio 2009 cosa fare, o come difendersi profittevolmente e celermente dal drenaggio finanziario dei Derivati, anticipiamo che sia le analisi tecniche sia la difesa in giudizio dei legali di SOS Utenti mirano principalmente a porre in evidenza la nullità, per dolo e per inesistenza, nel panorama giuridico italiano, della fattispecie contrattuale, quasi sempre posta in essere e codificabile come "Contratto aleatorio unilaterale". Questo ed altro non ha saputo raccontare Report, mostrando imbarazzanti lacune e una poco credibile inesperienza, nella sua puntata dalle verità parziali e incomplete.
Sarà per scarso pragmatismo unito magari a superficialità o solo per reale scarsa conoscenza dei professionisti a difesa delle vittime bancarie che la giornalista, anchorman della trasmissione, ha interpellato? Tuttavia a nessuno dei telespettatori è sfuggito come il servizio pubblico, in tutte le trasmissioni sui Derivati, abbia ampiamente promosso una società rigorosamente privata, l'IFA e qualcun'altro (forse sponsor che nessuno conosce!), a discapito di associazioni non lucrative che tali prodotti hanno scovato nel ventre profondo del sistema bancario, spiegandoli ampiamente e proficuamente agli esponenti increduli della stampa più attenta. Qualcuno dei quali vi ha perfino costruito sopra il proprio personale successo!
Una Nota a margine -
così come Gabanelli, a proposito di Alitalia e della sua collezione di opere d’arte, ha intervistato il critico Bonito Oliva che si è soffermato incredulo sui nomi degli artisti misconosciuti o inesistenti, anche noi, tecnici ed esperti del settorre economico-finanziario, ci stiamo ancora chiedendo chi siano quei nomi o studi, fra cui una poco attiva associazione, in materia, che Report ha coinvolto e segnalato come “esperti”. Peccato che i nomi non siano noti a nessuno, proprio come è accaduto ad Alitalia quando acquistava artisti sconosciuti alla critica... Nel servizio sulle Banche a Milano, Report ha finanche lungamente inquadrando, in forma non proprio subliminale, marchio e negozi Prada, senza alcun nesso logico per l'ignaro telespettatore... Vai a capirli, questi giornalisti!
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