Appello al Prefetto di Chieti affinchè tenga aperto l’ombrello protettivo della sospensione dei termini prevista dall’art. 20 della L. 44\99, a beneficio di chi ha avuto il coraggio di denunciare usurari ed estorsori per evitare che la città possa trasformarsi in una tendopoli di terremotati bancari.
Figlio Dawn e madre cardiopatica appesi ad un filo nelle mani di primaria Finanziaria Teatina, divenuta Banca, per essere lasciati cadere nella tendopoli dei TERREMOTATI BANCARI se il Prefetto non ferma l’asta dell’unica casa rimasta abitabile.
L’associazione SOS UTENTI ha deciso di intervenire a favore della Famiglia Teatina, dopo aver esaminato la denuncia querela presentata della famiglia di imprenditori Teatini contro qualificati esponenti di una nota Finanziaria Teatina (divenuta Banca), per diversi reati tra cui l’Estorsione, per i quali reati la Procura di Chieti sta ancora indagando, ed a seguito dei quali la Prefettura ha concesso nel 2009 il beneficio della sospensione dei termini, ex art. 20 Legge 44\99, prossimi alla scadenza dei 300 giorni previsti, dopodiché le azioni esecutive attivate dalla Banca manderanno all’asta l’ultima abitazione rimasta alla famiglia Teatina dove alloggiano madre cardiopatica e figlio con la sindrome di Dawn.
La complessa attività investigativa ed istruttoria condotta dalla Procura per accertare e riscontrare i numerosi reati denunciati, non si è potuta concludere nel termine dei 300 giorni, nel corso dei quali la famiglia teatina (alla quale va riconosciuto il coraggio di aver denunciato uno dei Poteri forti che immettono e traggono linfa dai capillari vitali della Città e intera Provincia Teatina), ha potuto beneficiare della protezione di cui all’art. 20 della Legge 44/99 comportante la sospensione di tutte le esecuzioni immobiliari e le aggressioni dei creditori.
Al fine di evitare che l’unica abitazione rimasta nella disponibilità della coraggiosa famiglia Teatina, dopo che le azioni esecutive l’hanno indotta a disfarsi di molti altri immobili in pendenza degli accertamenti giudiziari in corso e spesso, come riferito dalle vittime, anche con pressioni poco edificanti per chi esercita la professione di banchiere, SOS UTENTI ha deciso di seguire passo passo l’iter del rispetto dei diritti della Famiglia teatina da parte di tutti coloro a cui l’Ordinamento assegna tale compito.
In primo luogo quindi, per evitare che l’unica abitazione rimasta alla famiglia Teatina finisca all’asta prima che la sussistenza dei reati denunciati sia accertata, e la stessa Famiglia che ha osato sfidare i poteri forti Teatini finisca all’addiaccio quali Terremotati Bancari, occorre che la Prefettura conceda la proroga della sospensione generale dei termini per ulteriori 300 giorni più il beneficio di accesso al fondo di solidarietà di cui alla Legge antiusura e antiracket.
LA SOS UTENTI che spesso, nelle sue assistenze di vittime di usura ed estorsione e rivendicazione indebiti bancari, accerta giudizialmente che le banche procedenti anziché creditrici finiscono per essere giudizialmente riconosciute debitrici, in esecuzione del proprio dettato statutario, sostiene le ragioni della famiglia Teatina affinché vengano accertate e, nelle more del complesso iter di accertamento, lo STATO, e per essa l’Autorità di Governo locale (La Prefettura), continui ad applicare le norme a protezione delle vittime di usura ed estorsione senza delimitazioni interpretative della norma di cui all’art. 20 della Legge 44/99.
SOS UTENTI, ha dato mandato ai suoi legali di valutare la costituzione di parte civile a fianco della Famiglia Teatina, con riferimento ai comportamenti denunciati alla procura della Repubblica di Chieti, postulanti i gravissimi sospetti di reati posti in essere da esponenti della Banca Teatina, e chiede altresì conto all’Organo di Vigilanza Bancaria se ha disposto indagine ispettiva sul presupposto dell’obbligo di intervenire anche prima della Magistratura ad accertare ed eventualmente reprimere le condotte denunciate che, oltre della Banca Teatina, appanna l’immagine e la credibilità dell’intero sistema creditizio, agli occhi della collettività degli utenti bancari locali, già scossi da sentenza emesse dal Tribunale di Chieti che, poco più di un anno fa, ha accertato la pratica e la condotta USURARIA da parte di importante istituto di credito nazionale finito poi anche sulle cronache di Striscia La Notizia.
Si confida che la Banca D’Italia, nella suo diritto/dovere di esercente dell’alta vigilanza sulle Banche e sui Banchieri, abbia già adottate le istituzionali iniziative volte a, se riscontrate veritiere le ipotesi di reato denunciate, rimuovere gli esponenti responsabili, oppure anche commissariare il giovane Istituto Bancario Teatino.
SOS UTENTI auspica interventi a tenaglia tra la Banca D’Italia e la Magistratura, affinché l’arroganza comportamentale di alcuni disinvolti Banchieri e Bancari non “terremotino” volutamente e immotivatamente le abitazioni delle famiglie e, soprattutto, che non debba essere sempre la solerte e laboriosa Magistratura a risolvere i complessi intrecci che legano i poteri forti del sistema economico politico locale e non si debba sempre scomodare la Prefettura per gestire le emergenze.
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14.01.2010 - Il Tempo Abruzzo - Banca sotto inchiesta per estorsione (1.98 MB)